Giacomo di Bitetto: miracoli al servizio della comunità

da | Mar 27, 2025 | Storia, arte e cultura

Giacomo di Bitetto, nato Varingez, è una figura storica e religiosa di rilievo nel panorama del XV secolo italiano. Frate francescano, noto per la sua vita di umiltà, servizio e assistenza ai poveri, è venerato come beato dalla Chiesa cattolica. La sua storia si intreccia con le tradizioni popolari e la spiritualità del sud Italia, in particolare nella regione pugliese, dove visse per gran parte della sua esistenza.

Origini e vocazione

Giacomo nacque intorno al 1400 a Zara, nell’attuale Croazia, zona all’epoca conosciuta come Illiria, che gli garantì il soprannome di Illirico. Si trasferì in Italia in giovane età, si dice in seguito all’aver seguito dei mercanti. Le fonti storiche su di lui sono limitate e spesso filtrate dalla devozione religiosa popolare, rendendo difficile ricostruire con esattezza i dettagli della sua vita.

Sappiamo che vestì gli abiti francescani da frate laico nel 1437. Scelse di vivere nel convento di Bitetto, in provincia di Bari, località a cui viene più spesso associato. Nonostante questo, la presenza del Beato è stata registrata negli anni anche in altre località, come Bari, Cassano e Conversano. Si può dire però che Bitetto fu il luogo in cui trascorse più tempo e in cui tornò sempre, tanto che vi morì nel 1496.

santuario del Beato Giacomo di Bitetto
Santuario Beato Giacomo a Bitetto (BA).

Vita nel convento

Nel convento di Bitetto, Giacomo si dedicò principalmente a attività umili, come la cura dell’orto e la questua per il sostentamento della comunità. La sua vita, secondo le cronache dell’epoca, era caratterizzata da un forte senso di dedizione e servizio verso i poveri, che aiutava con tutti i mezzi a sua disposizione.

Nonostante la mancanza di documenti a lui contemporanei, la tradizione lo descrive come un uomo di grande spiritualità, profondamente devoto e impegnato a vivere in linea con i principi francescani.

Miracoli e leggende su Giacomo di Bitetto

La figura di Giacomo è circondata da numerose narrazioni di eventi straordinari, spesso interpretati come miracoli. Si dice che il suo aiuto fu prezioso durante la pestilenza del 1480-83, durante la quale guarì numerosi cittadini con la sua preghiera. Si racconta anche che dal suo bastone piantato nell’orto del convento nacque l’albero che si trova lì ancora oggi. Questi episodi, tramandati dalla tradizione orale e dalla letteratura agiografica, hanno contribuito a costruire la sua fama di santità.

albero nato dal bastone del Beato Giacomo di Bitetto
Albero che sarebbe nato dal bastone del Beato Giacomo.

Come ci si può immaginare, queste storie si collocano in un contesto culturale e religioso in cui il sovrannaturale era spesso visto come segno tangibile della presenza divina e non esistono prove storiche dirette che confermino tali eventi. Questi, tuttavia, rimangono parte integrante della memoria collettiva legata alla figura del frate.

Morte e culto postumo

Giacomo morì il 27 aprile 1496 e fu sepolto nel convento di Bitetto. Fu quasi subito spostato dal sepolcreto all’altare e successivamente, durante la sepoltura di un altro frate, venne scoperto il suo corpo incorrotto, fenomeno interpretato dalla Chiesa e dai suoi devoti come segno di santità. Per questo venne riesumato ed esposto.

altare Beato Giacomo di Bitetto
Corpo incorrotto del Beato Giacomo che riposa nel Santuario a lui dedicato a Bitetto.

Nel 1656, 160 anni dopo la sua morte, una nuova ondata di peste colpì il Regno di Napoli. Tuttavia, Bitetto ne rimase immune. I suoi abitanti attribuirono questa fortuna alla protezione del Beato sull’amata cittadina.

Questo evento rafforzò il culto a lui dedicato, che si sviluppò prima a livello locale e poi fu ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa cattolica nel 1700, con la sua beatificazione da parte di papa Clemente XI.

Nonostante a Bitetto sembra esserci un forte desiderio di vedere il Beato passare alla santità, per ora il processo di canonizzazione è sospeso e non si hanno ulteriori informazioni a riguardo.

Il santuario di Bitetto

Ma dove ha vissuto e dove riposa il frate? Il santuario del Beato Giacomo, composto da due edifici (chiesa e convento), ha avuto una storia travagliata e ha cambiato più volte funzione. È passato dalla gestione dei Frati Osservanti a quella dei Frati Minori Riformati francescani. È stato però anche un luogo laico, passando per un periodo sotto il controllo del Comune. Il santuario è tornato alla sua attuale funzione solo nel 1981.

Il corpo del Beato si trova nella cappella laterale della chiesa, esposto in un’urna di vetro, punto centrale della devozione popolare locale. Separato dagli altri resti, troviamo esposto il dito del Beato. La leggenda narra che, nel 1619, Donna Felice di Sanseverino duchessa di Gravina, lo staccò con un morso dal resto del corpo mentre era intenta a baciare la mano dell’Illirico. Lo scopo di questo gesto, che possiamo chiamare quantomeno insolito, sembrerebbe essere quello di crearsi una reliquia personale. La duchessa avrebbe poi reso il dito dentro a un reliquiario d’argento, fatto costruire appositamente da lei, nella speranza di liberarsi della sfortuna che sembrava averla presa di mira.

dito del Beato Giacomo di Bitetto
Dito del Beato Giacomo.

Negli spazi dell’antico convento francescano oggi troviamo il Museo della Devozione e del Lavoro. Questo raccoglie testimonianze religiose della popolazione, attrezzi da lavoro, costumi popolari, un presepe permanente, alcuni ex voto e ricordi di frate Giacomo. Una volta l’anno il museo si anima anche con un presepe vivente.

Il santuario continua a essere una meta di pellegrinaggio e un punto di riferimento spirituale per molti fedeli. Il dito del Beato viene portato in processione durante la festa annuale del 27 aprile che ne celebra la memoria, attirando visitatori da tutta la Puglia e non solo.

Il Beato Giacomo oggi

Nel 2023 il Politecnico di Bari ha ricostruito il volto di frate Giacomo. Per farlo, il corpo del Beato è stato scannerizzato, senza essere spostato dal suo abituale luogo di riposo. Questa scansione è stata poi utilizzata per creare un modello digitale, a cui sono state applicate tecniche di analisi forense e di ricostruzione facciale digitale per poi stamparlo con stampa 3D. Al busto del Beato sono stati applicati colorazione fotorealistica e dettagli. L’opera è quindi stata consegnata ai frati del santuario di Bitetto.

ricostruzione volto Giacomo di Bitetto
Ricostruzione del volto del Beato Giacomo frutto di un progetto del Politecnico di Bari.

Rimanendo sull’utilizzo di nuove tecnologie, ad oggi è possibile essere virtualmente davanti al corpo del Beato in qualsiasi momento lo si desideri, grazie a una webcam che trasmette in diretta proprio dalla chiesa di Bitetto 24 ore su 24. Arte e tecnologia sono quindi state utilizzate per riportare Giacomo alla sua comunità. Questo bisogno di sentire ancora vicino il Beato la dice lunga su quanto la sua influenza sia viva ancora oggi.

La comunità del Beato Giacomo

A dimostrazione di quanto detto c’è anche un altro fatto forse non molto conosciuto in patria: intorno al culto del Beato si riuniscono ancora cittadini americani di origini pugliesi. Nello stato di New York troviamo infatti alcune associazioni fondate dai devoti di Giacomo, come la Society of Bitetto of Mutual Aid o la Society of Beato Giacomo di Bitetto. Queste sono nate con lo scopo di aiutarsi vicendevolmente tra coloro che hanno lasciato l’Italia per attraversare l’Atlantico. Oggi si occupano principalmente di organizzare processioni e occasioni di condivisione tra i cittadini di discendenza italiana.

processione new work beato Giacomo di Bitetto
Processione organizzata dalla Society of Beato Giacomo di Bitetto tenutasi a Lynbrook (New York) nel 2018.

Al di là delle interpretazioni religiose, Giacomo di Bitetto rimane infatti una figura significativa per la sua capacità di ispirare valori universali come l’umiltà, la carità e il servizio. Questo ha permesso al Beato di diventare un simbolo per una comunità che gli si è creata e solidificata attorno, facendolo diventare il centro di gravità per chiunque si riconoscesse nei valori da lui professati o nelle radici geografiche dei suoi miracoli. Continua per questo a essere celebrato non solo come parte della tradizione cattolica, ma anche come testimonianza del legame tra fede, cultura e società.

Che il vero miracolo di Giacomo sia quindi quello di tenere insieme attraverso il tempo e lo spazio la comunità costruitasi intorno alla sua devozione?

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