Il Carnevale di Sammichele di Bari è una delle tradizioni più sentite della cittadina, un rito collettivo che attraversa il tempo coinvolgendo tutta la comunità in un vortice di musica, balli e convivialità.
A rendere straordinario questo evento più unico che raro è proprio l’organizzazione dei festini del Carnevale di Sammichele di Bari, serate danzanti profondamente radicate nella vita sociale del paese.
Questi appuntamenti partono dal 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate, ogni giovedì, sabato e domenica, fino al martedì grasso, quando la festa si conclude con la simbolica morte del Carnevale.



Le origini dei festini di Carnevale a Sammichele
Le origini dei festini si perdono nel tempo, ma una delle testimonianze indirette più affascinanti risale ai primi dell’Ottocento.
Secondo la tradizione orale, l’esistenza dei festini è documentata in un rapporto di polizia del 1830.
Nei paesi limitrofi a Sammichele si sapeva che, durante il periodo di Carnevale, nel borgo c’era sempre un gran fermento. Musica, balli, canti e suoni animavano le notti in maniera insolita per l’epoca. Da queste comunità limitrofe venne inviata una pattuglia per capire cosa stesse succedendo in paese.


Quando i poliziotti tornarono, redassero una relazione in cui descrivevano quello che avevano visto: persone che si riunivano, ballavano, cantavano e festeggiavano con mascherate a seguito, restituendo così una delle prime descrizioni scritte del Carnevale sammichelino. Questo documento, pur non essendo conservato direttamente negli archivi locali, è diventato una preziosa testimonianza indiretta tramandata da padre in figlio.
Come primo documento ufficiale sulle possibili origini del Carnevale sammichelino, occorre citare lo Statuto Patrio per la Polizia Urbana e Rurale del Comune di S. Michele dell’anno 1835 che regolamentava l’uso delle maschere durante appunto il Carnevale.

Un’occasione per “accasare” le figlie
In un’epoca in cui le occasioni di socializzazione tra giovani uomini e donne erano molto limitate — spesso circoscritte alle funzioni religiose in chiesa — i festini diventavano un’opportunità preziosa per “accasare” le figlie. Ogni ragazza partecipava sempre accompagnata da un uomo di famiglia, solitamente il fratello o il padre, in modo da garantire la parità di genere all’interno della sala da ballo e mantenere un certo decoro.
Lo svolgimento delle serate seguiva regole precise, a dimostrazione di come anche il divertimento dovesse rispettare l’equilibrio sociale e morale della comunità.


L’organizzazione dei festini del Carnevale di Sammichele di Bari
L’organizzazione dei festini segue il rispetto di alcune regole ben precise, affidate al caposala (in dialetto mèste bbàlle), figura centrale che coordina lo svolgimento della serata e mantiene l’ordine in sala. Gli uomini (cavalieri) e le donne (dame) siedono separati, secondo la tradizione, mentre il portinaio (pertenàere) ha il compito di controllare l’accesso e gestire l’ingresso delle maschere, le figure più attese della serata. La musica è invece affidata al motorista (motorìste), che cura l’accompagnamento musicale durante i balli.
Un dettaglio fondamentale è che l’invito al ballo non può essere rifiutato, una regola non scritta che contribuisce a mantenere l’armonia e l’inclusività della serata.
L’atmosfera dei festini è resa ancora più vivace dalle rime improvvisate, recitate con ironia per coinvolgere i partecipanti.
Durante la serata, gruppi mascherati fanno visita ai festini accompagnati da un conduttore (chendettóre).


Alle maschere vengono concessi tre o quattro balli a loro scelta, durante i quali la musica può essere interrotta proprio per lasciare spazio a nuove rime.
Se un tempo le mascherate nascevano dall’improvvisazione con indumenti domestici, oggi sono curate nei dettagli, con travestimenti a tema e vere e proprie coreografie di ingresso. Al momento dei saluti, il caposala ringrazia il conduttore e le maschere, mentre tutti i partecipanti si alzano in piedi applaudendo la loro uscita sulle note della canzone guida del festino.



Dove si svolgono i festini
Oggi i festini vengono organizzati in sale da ballo e garage privati messi a disposizione dalle varie associazioni culturali del paese.
Non si tratta di eventi aperti a tutti. Per partecipare è necessario associarsi e sottoscrivere una sorta di abbonamento che permette di accedere a tutte le serate organizzate dall’associazione di riferimento per l’intero periodo di Carnevale.
I forestieri possono partecipare solo se prendendo contatto con le associazioni organizzatrici.
Storicamente, nel rispetto delle consuetudini dell’epoca, l’ingresso ai festini prevedeva che il contributo fosse versato esclusivamente dagli uomini, mentre le donne entravano gratuitamente.


Il cibo nei festini del Carnevale di Sammichele
Il cibo è una componente essenziale in alcuni festini. Durante le serate vengono offerti o piatti tipici della tradizione sammichelina: salumi, formaggi e carne come la zampina, simbolo gastronomico del paese oppure semplicemente pasta con condimenti vari.
Il momento conviviale legato al cibo è parte integrante della festa, perché rispecchia l’anima calorosa e accogliente della comunità.



Il rituale delle maschere e le sue regole
Un altro elemento importante da sottolineare è il ruolo e le regole per le maschere.
Se da un lato il Carnevale permette di nascondere la propria identità dietro travestimenti e scherzi, dall’altro impone una regola precisa. Chi si presenta mascherato può partecipare alla festa, ma se vuole invitare una dama a ballare deve togliersi la maschera e mostrare il volto.
Un gesto che racchiude il valore simbolico del Carnevale sammichelino, dove il divertimento si accompagna sempre al rispetto e alla trasparenza.



Tutta la comunità coinvolta e il supporto dell’amministrazione
Ciò che rende unico il Carnevale di Sammichele è la partecipazione attiva di tutta la comunità.
Dai bambini più piccoli, che partecipano ai festini dedicati a loro, fino agli anziani, per i quali il Comune organizza un evento speciale pensato come occasione di incontro e condivisione. I festini non sono semplici serate danzanti, ma veri e propri spazi di socializzazione in cui nessuno resta escluso, neanche le persone sole o in difficoltà.


A testimonianza dell’importanza sociale e culturale dei festini, l’amministrazione comunale sostiene economicamente le associazioni, contribuendo a coprire alcune spese organizzative, come quelle relative alla SIAE. Un’attenzione che sottolinea come il Carnevale non sia solo una festa popolare, ma anche un mezzo per rafforzare il senso di comunità.
L’inizio ufficiale del Carnevale e la sua morte
Il via ufficiale al Carnevale viene sancito il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate, con un’ordinanza del sindaco che autorizza la presenza di maschere per le strade e regola gli aspetti legati alla sicurezza pubblica.
Da quel momento, il paese si trasforma in un palcoscenico vivace, dove la musica e l’allegria regnano sovrane fino al martedì grasso.
A chiudere le celebrazioni è la suggestiva Morte del Carnevale all’interno dei festini, attraverso una scenetta teatrale in cui il Carnevale viene personificato e accompagnato simbolicamente verso la fine.



Viene affisso un manifesto funebre che annuncia la sua morte e con essa la fine delle regole di festa, segnando il ritorno alla quotidianità.
Una tradizione viva che si rinnova di anno in anno
I festini di Sammichele non sono solo un’antica tradizione, ma una festa che continua a evolversi, adattandosi ai tempi senza perdere il suo spirito autentico.

In un mondo sempre più frenetico, i festini del Carnevale di Sammichele restano uno spazio prezioso di incontro, socialità e appartenenza. La comunità riscopre il valore del divertirsi insieme, secondo le regole non scritte di una tradizione che si tramanda di generazione in generazione.
Articolo realizzato con il patrocinio del Comune di Sammichele di Bari in occasione della V edizione di priscio di Puglia dedicata al Carnevale Sammichelino.
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